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Perchè ipogei?

Erano ipogei perché il ciclo di lavorazione delle olive necessita di un ambiente caldo (l’olio solidifica infatti a 6°), con temperatura costante (tra i 18°-20°), per favorire il deflusso dell’olio quando le olive erano sottoposte alla torchiatura; il calore certamente non mancava all’interno di questi locali sotterranei, perché generato e da lumi che ardevano giorno e notte, dalla fermentazione delle olive e dal calore prodotto dai uomini ed operai. C’era anche una questione economica, il frantoio ipogeo necessitava infatti di manodopera non specializzata, non era richiesta un’opera edilizia, non necessitava di spese e trasporto di materiali. Anche lo smaltimento dei residui della lavorazione olivicola erano facilmente smaltiti, attraverso le fenditure naturali delle rocce. I frantoi ipogei sono stati dimessi a partire dal XIX secolo, per una serie di motivi, gradualmente sostituiti da quelli semi-ipogei (realizzati tra il 1800 e il  1900, ambienti coperti da conci di tufo che poggia direttamente sulla roccia o su muratura),  prima e da quelli elevati poi (dall’inizio del1900 in poi; le strutture erano costruite sopra il piano di campagna.). Ogni frantoio è comunque reso unico, nonostante l’abbandono, l’usura temporale, dalle arti decorative, dalle diversità delle strutture dal punto di vista strettamente architettonico, dovute probabilmente dalla costituzione del sottosuolo, dagli enormi macchinari che erano usati allora. Ogni cosa come appoggi, comodità, ecc. era ricavata dalla pietra, simbolo dell’ottimo adattamento nonostante i mezzi di allora dei nostri contadini.