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Il Frantoio del Vicerè

 

 

Camminando per le strette vie dell’Isola, nemmeno la più fantasiosa mente potrebbe mai immaginare il sotterraneo mondo che si ramifica  sotto i suoi piedi. Mondo del quale, perfino qualche suo abitante, ne ignora la bellezza.

Bellezza che gli stessi occhi che la videro per lunghi lustri, nel corso dei secoli scorsi, non colsero, forse annebbiati dall’amara normalità del vivere quel luogo o dalle faticose condizioni di lavoro cui erano sottoposti.

Ora questo antico “Laboratorio dell’Oro Verde” rivive nuovamente come luogo della memoria, per cercare di comprenderne, non solo la maestosa bellezza, ma anche quanto dura fosse la vita e faticose le condizioni lavorative, e soprattutto,  nei limiti del comprensibile, della fortuna che ha colui che visita questo posto, chiunque esso sia, ad entrarvi solo come visitatore.

 

 

Il Frantoio del Vicerè

Camminando per le strette vie dell’Isola, nemmeno la più fantasiosa mente potrebbe mai immaginare il sotterraneo mondo che si ramifica  sotto i suoi piedi. Mondo del quale, perfino qualche suo abitante, ne ignora la bellezza.

Bellezza che gli stessi occhi che la videro per lunghi lustri, nel corso dei secoli scorsi, non colsero, forse annebbiati dall’amara normalità del vivere quel luogo o dalle faticose condizioni di lavoro cui erano sottoposti.

Ora questo antico “Laboratorio dell’Oro Verde” rivive nuovamente come luogo della memoria, per cercare di comprenderne, non solo la maestosa bellezza, ma anche quanto dura fosse la vita e faticose le condizioni lavorative, e soprattutto,  nei limiti del comprensibile, della fortuna che ha colui che visita questo posto, chiunque esso sia, ad entrarvi solo come visitatore.